Baguazhang: perché nel Kung Fu si cammina in cerchio? Il senso degli Otto Palmi

26 ottobre 2026 | Wu Tao Life

In Cina, 640 praticanti si sono incontrati per celebrare le arti marziali tradizionali. Al centro della manifestazione, il Baguazhang: uno stile che utilizza movimenti circolari, continui cambi di direzione e un principio apparentemente semplice, ma molto più profondo di quanto sembri a prima vista.

Un grande incontro dedicato al Kung Fu tradizionale

Il 23 ottobre 2026, nella contea autonoma di Shilin, nella provincia cinese dello Yunnan, si è aperta una tappa del Campionato nazionale di arti marziali tradizionali.

L’evento, in programma fino al 25 ottobre, ha riunito 59 squadre e 640 atleti, con partecipanti dai 5 agli 80 anni.

La manifestazione era dedicata principalmente al Baguazhang e allo Xingyiquan, ma comprendeva anche categorie di Taijiquan, Shaolin Quan, armi tradizionali e combattimenti coreografati.

È una notizia interessante non soltanto per il numero dei partecipanti, ma anche perché riporta l’attenzione su uno degli stili più particolari del Kung Fu cinese.

Perché, mentre quasi tutti hanno sentito parlare di Shaolin o di Taiji, il Baguazhang rimane spesso meno conosciuto dal grande pubblico.

Eppure è una disciplina ricca di storia, tecnica e strategia.

Che cos’è il Baguazhang?

Il Baguazhang (八卦掌) viene comunemente tradotto come “Palmo degli Otto Trigrammi”.

Si tratta di uno stile tradizionale cinese spesso classificato tra le arti interne, insieme al Taijiquan e allo Xingyiquan.

La sua caratteristica più riconoscibile è il modo di spostarsi.

Invece di muoversi prevalentemente lungo una linea retta, il praticante impara a camminare in cerchio, mantenendo una precisa organizzazione del corpo, cambiando direzione, ruotando il busto e collegando continuamente passi e tecniche.

Questa pratica è uno dei fondamenti dello stile.

Non è soltanto un esercizio estetico.

È un metodo di allenamento che sviluppa coordinazione, equilibrio, capacità di cambiare angolo e relazione dinamica con l’avversario.

Secondo la scheda del patrimonio culturale immateriale cinese, il Baguazhang nacque con il nome di “zhuan zhang”, cioè “palmo rotante” o “palmo in rotazione”, ed è legato alla figura di Dong Haichuan, che lo trasmise a Pechino nell’Ottocento. La stessa scheda descrive come tratti fondamentali dello stile l’uso del palmo al posto del pugno e il camminare lungo un percorso circolare. Tra i contenuti tradizionali compaiono anche il Lao Bazhang (i Vecchi Otto Palmi), i Sessantaquattro Palmi e diversi metodi di allenamento e armi caratteristiche.

Perché si parla di “otto palmi”?

Qui vale la pena chiarire una cosa importante.

Quando si parla di Baguazhang, a volte si trova la traduzione “otto palme”, ma in italiano è più corretto parlare di otto palmi.

Il termine zhang significa infatti palmo, non “palma” nel senso botanico del termine.

Il nome dello stile rimanda agli otto trigrammi del <a href="https://amzn.to/2EoZD0n" target="_blank">I Ching</a>, il celebre Libro dei Mutamenti, uno dei testi più importanti della cultura cinese.

I trigrammi sono combinazioni di linee intere e spezzate che rappresentano immagini, forze e trasformazioni: cielo, terra, tuono, vento, acqua, fuoco, montagna e lago.

Nel Baguazhang questo linguaggio simbolico non serve soltanto a dare un’aura filosofica allo stile.

Diventa anche un modo per interpretare il cambiamento, la trasformazione e la capacità di adattarsi.

Per chi desidera approfondire meglio questo testo, sul canale YouTube Wu Tao Life è disponibile anche una video recensione dedicata all’I Ching: <a href="https://youtu.be/brT6vWQcPuY" target="_blank">Book Time – I Ching – Il libro risponde</a>.

Il cerchio non è una coreografia

La domanda più interessante, però, è un’altra:

perché camminare in cerchio?

A prima vista potrebbe sembrare un’abitudine coreografica o una particolarità stilistica.

In realtà, il cerchio è uno strumento di allenamento.

Camminando in cerchio, il praticante sviluppa:

- stabilità dinamica;
- capacità di cambiare rapidamente direzione;
- coordinazione tra mani, busto e piedi;
- sensibilità negli spostamenti;
- gestione dell’angolo rispetto a un avversario.

Secondo l’International Wushu Federation, il Baguazhang utilizza proprio il camminare in cerchio come allenamento fondamentale, e le sue tecniche sottolineano l’attraversamento orizzontale e verticale e il cambiamento continuo durante il movimento.

In termini semplici, questo significa che il praticante non impara solo ad attaccare o a difendersi frontalmente, ma a modificare la propria posizione rispetto a ciò che accade.

È un principio marziale importante.

A volte non è necessario opporsi direttamente alla forza.

Può essere più utile cambiare angolo, spostarsi, riorganizzare la distanza e creare una nuova opportunità.

Il combattimento non nasce automaticamente dalla forma

Naturalmente, tutto questo non significa che basti camminare in cerchio per saper combattere.

Ed è qui che entra in gioco una distinzione fondamentale, valida non solo per il Baguazhang ma per quasi tutte le arti marziali tradizionali.

Conoscere una forma non equivale automaticamente a saperla applicare.

Le forme sviluppano struttura, coordinazione, memoria motoria, qualità del gesto e comprensione del metodo.

Ma il combattimento richiede anche altro:

- gestione della distanza;
- percezione del tempo;
- capacità di reagire sotto pressione;
- lettura dell’avversario;
- adattamento a una situazione non prestabilita.

Per questo motivo, chi studia seriamente un’arte marziale non dovrebbe fermarsi alla ripetizione del gesto tecnico, ma cercare progressivamente di comprenderne anche il lato applicativo.

Dalla forma al combattimento: un tema che vale anche per Wu Tao Life

Questo passaggio tra tecnica tradizionale e applicazione reale è oggi uno dei temi più interessanti anche per chi pratica arti marziali in Occidente.

Ed è proprio su questo punto che Wu Tao Life sta sviluppando un percorso specifico.

A Rovereto, infatti, prenderà avvio un ciclo di tre incontri sul combattimento e sulla difesa personale, pensato per esplorare il passaggio dallo stile tradizionale alla sua applicazione in un contesto concreto.

Il primo appuntamento sarà sabato 14 novembre, dalle 14:00 alle 18:00, presso la Palestra Orsi di Rovereto, con ingresso da via Savioli 5.

Il tema del primo incontro sarà:

Striking: combattimento e difesa personale da colpi diretti.

Il lavoro partirà da basi e principi legati allo Shaolin, ma verrà poi portato verso un’applicazione più pratica, distinguendo tra dimensione sportiva e difesa personale reale.

Questo è un punto importante.

Combattere in un contesto regolamentato e difendersi da un’aggressione non sono la stessa cosa.

Cambia la distanza, cambiano gli obiettivi, cambiano i tempi decisionali e cambia anche il modo in cui le tecniche devono essere comprese.

Il seminario del 14 novembre sarà il primo dei tre incontri.

I successivi sono previsti per dicembre e gennaio, con date ancora da definire, dove si esploreranno altri aspetti del combattimento come gli atterramenti e la lotta a terra.

La partecipazione è aperta a ragazzi e adulti, anche non iscritti alla scuola.

Dai cinque agli ottant’anni: una tradizione che attraversa le generazioni

Un altro aspetto molto interessante della competizione di Shilin riguarda proprio l’età dei partecipanti.

Il più giovane aveva cinque anni. Il più anziano ottanta.

Naturalmente non significa che tutti si allenino nello stesso modo.

Le esigenze di un bambino, di un adulto e di una persona anziana sono molto diverse.

Ma il dato ci ricorda qualcosa di importante:

le arti marziali tradizionali non sono necessariamente un’attività riservata a una sola fase della vita.

Possono assumere forme differenti a seconda dell’età, degli obiettivi e delle capacità individuali.

Per un bambino possono essere uno strumento per sviluppare coordinazione, disciplina e attenzione.

Per un adulto possono rappresentare una ricerca tecnica e fisica più completa.

Per una persona anziana possono diventare un modo per mantenere mobilità, consapevolezza corporea e continuità di pratica.

Una lezione che va oltre il Baguazhang

Alla fine, il Baguazhang ci lascia una riflessione che va oltre questo singolo stile.

Il suo principio centrale è il cambiamento.

Ogni passo modifica la posizione.

Ogni rotazione impone una nuova organizzazione del corpo.

Ogni direzione apre una possibilità diversa.

È una lezione preziosa anche fuori dalla pratica strettamente marziale.

Nello studio delle arti tradizionali, spesso si pensa che la forza stia nel ripetere sempre la stessa cosa.

Ma la ripetizione ha senso soltanto se ci permette di comprendere più a fondo ciò che stiamo facendo.

Non per restare immobili.

Ma per diventare capaci di adattarci meglio.

Saper cambiare direzione

La competizione nazionale dello Yunnan ci ricorda che il Kung Fu tradizionale non è costituito soltanto dagli stili più famosi.

Accanto allo Shaolin e al Taijiquan esistono sistemi che hanno sviluppato metodi di allenamento particolari, sofisticati e ancora oggi estremamente vivi.

Il Baguazhang è uno di questi.

Attraverso il movimento circolare insegna a lavorare su equilibrio, coordinazione, orientamento e cambiamento.

Ma soprattutto ci ricorda che una tecnica non può essere separata dal contesto in cui viene utilizzata.

A volte la soluzione non consiste nell’aumentare la forza.

Non consiste nemmeno nell’eseguire un movimento più veloce.

Può consistere nel capire che bisogna cambiare posizione, cambiare angolo, cambiare prospettiva.

Perché nelle arti marziali, come nella vita, saper cambiare direzione può essere importante quanto sapere dove si vuole arrivare.

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Fonti e approfondimenti

- China News Service / Sina Finance – resoconto della competizione nazionale di Shilin del 23 ottobre 2026
  https://finance.sina.com.cn/roll/2026-10-23/doc-iniwfrue8353691.shtml

- International Wushu Federation – Traditional Wushu
  https://iwuf.org/en/sport-wushu/traditional-wushu/

- International Wushu Federation – Taolu / Baguazhang
  https://iwuf.org/en/sport-wushu/competitive-wushu/taolu/

- China Intangible Cultural Heritage Digital Museum – scheda sul Baguazhang
  https://www.ihchina.cn/project_details/13824/

- Wu Tao Life – video recensione sull’I Ching
  https://youtu.be/brT6vWQcPuY

- Link al testo citato: I Ching – Libro dei Mutamenti
  https://amzn.to/2EoZD0n

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